Un barman di lungo corso, un direttore, energico pensionato con il terrore del niente da fare, una eclettica impiegata alle poste che al pomeriggio esercita la professione più vecchia del mondo e una inquieta bella casalinga, che si mette in testa di farlo anche lei ma solo al mattino, si imbarcano per caso nell’impresa di trasformare un anonimo ma grande bar in un caffè: un po’ galleria e un po’ Speaker’s Corner. Le loro vite rifioriscono e la loro amicizia mette radici profonde. Ma la storia è ricca di divagazioni e allora ci sarà un resoconto dell’incontro di Sancio Panza e Virgilio all’Inferno, Dante che dice a Don Chisciotte quanto gli manchino le partite di Pallacorda, un finale un po’ diverso per Apocalypse Now e Cuore di Tenebra, Pat Garrett che chiacchiera con Bob Dylan, il primo giorno di Ponzio Pilato nell’aldilà, Leonardo che parla della pittura al suo gatto Rinascimento, una Venezia invasa dai leoni e una quantità di conversazioni sugli argomenti più disparati, d’altra parte siamo al bar, che ormai ospita regolarmente mostre di quadri, cineasti in erba, prove di un coro di muti, esperimenti di esorcismi amorosi e una cospicua varietà umana. Parole, sempre al galoppo, precedono e seguono la storia, e, come in ogni bar che si rispetti, il linguaggio tutto lega e tutto scioglie.
Alessandro Chili è nato nel 1952 a Bologna. Si è laureato in Scienze Politiche, nel 1978 è stato pubblicato da Marsilio il suo primo libro, Rosso Studente, e questo è il secondo. Nel frattempo, ha svolto attività dirigenziali in Olivetti, in altre multinazionali e in Enti Pubblici, prima di avviare una sua attività imprenditoriale nel 2007. Svolge volontariato, ama il basket, la mountain bike, gli scacchi, i libri e i gatti.
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